6 Dic 2017
Big Picture

Che tipo di mezzo di trasporto fantascientifico esisterà davvero?

Non sono solo gli ingegneri ad avere delle idee su come ci sposteremo in futuro. Anche nelle opere di fantascienza si possono trovare delle ispirazioni. La futurologa Marianne Reeb azzarda un’occhiata nella sfera di cristallo e ci svela quali potrebbero essere un giorno le formule di trasporto.

Marianne, da cosa dipende effettivamente la possibilità che una fantasia diventi o meno realtà?

“L’ispirazione per possibili scenari si può cercare in molti ambiti. Anche nella fantascienza.

Anche se solitamente le sue idee sono molto lontane nel futuro e spesso piuttosto utopiche.

I futurologi, d’altro canto, elaborano le possibili tendenze sulla base di una serie di aspetti ancora tangibili, del tipo: quali sono le tendenze attuali e come si svilupperà il mondo sulla base di queste ultime?

Qui teniamo conto anche di altri settori come l’architettura, la pianificazione della viabilità e la pianificazione urbanistica, ma anche l’arte contemporanea, perché è proprio l’interazione tra i diversi sviluppi ad indicare una determinata direzione.

Tuttavia, la questione più importante nello sviluppo di una tendenza non è se la tecnologia renda possibile l’idea corrispondente, bensì se essa sia o meno vantaggiosa per le persone.

Perché è solo a quel punto che tale tendenza viene adottata su larga scala.

E poi, naturalmente, il successo di una tendenza è frutto del lavoro di molte persone, richiede un primo approccio presentabile che tocchi un punto nevralgico al momento giusto e venga implementato da numerose persone attraverso test agili”.

 

Okay, questo significa che alcune idee rimangono sogni ma altre possono anche diventare realtà. Facciamo una verifica!

Ad esempio, qual è la prospettiva dei droni che trasportano le persone?

“I droni per il trasporto di persone ci saranno sicuramente. Tuttavia non si tratterà di un’opzione di massa.

A tutti è capitato di sognare ad occhi aperti di volare anziché rimanere bloccati nel traffico, ma se pensiamo ad esempio a come decollano e si muovono gli elicotteri, non sarà facile.

Inoltre nelle città si registra una tendenza importante ad una maggiore tranquillità e quindi una migliore qualità della vita. I droni fanno un gran baccano, quindi non si inseriscono in questa tendenza.

Credo che in futuro questo tipo di trasporto potrà essere utilizzato per le emergenze, come il trasporto in ambulanza o incombenze molto urgenti. Anche le aree in cui la mobilità terrestre è associata a un rischio per la sicurezza potrebbero ritenere molto utili questi droni.

Ciò avverrà anche perché questi droni – perlomeno inizialmente – saranno molto costosi e quindi riservati alle persone benestanti.

Alla luce di ciò, penso dunque che questi droni saranno parte integrante della nostra mobilità, ma non diventeranno un’opzione mainstream”.

 

Esisterà davvero uno di quei “veicoli da ingorgo” che in caso di ingorgo stradale possono “compattarsi” e viaggiare al di sopra della coda?

“A mio parere, questo potrebbe effettivamente essere l’autobus o la metropolitana leggera del futuro.

Le città di tutto il mondo sono alla ricerca di un utilizzo praticabile di questa “3° dimensione”, ossia dello spazio immediatamente sovrastante la strada.

I tentativi come quello di soprelevare un’autostrada, ad esempio, non hanno alleggerito la pressione sul traffico, al contrario: ne hanno prodotto l’incremento. Le funicolari, invece, presentano dei buoni risultati a livello internazionale, anche se non sono così spettacolari.

Ciò significa che sebbene sia difficile affermare che ci sarà un veicolo ad alta densità ripiegabile, è però certo che verrà sfruttato lo spazio sovrastante la strada e gli ingorghi”.

 

Quale sarà la diffusione dell’hyperloop?

“È difficile da dire perché, all’infuori di un paio di test, ancora non disponiamo di molte informazioni. Ad esempio, non è ancora chiaro se il corpo umano sia in grado di sopportare (a lungo) questo tipo di velocità.

Inoltre, si dovrebbero chiarire alcuni aspetti normalissimi, ad esempio come regolare l’ingresso e l’uscita delle persone.

Quindi potrebbe già avere una larga diffusione, ma forse più per il trasporto di merci che per l’uomo o gli esseri viventi”.

 

Presto avremo tutti l’opportunità di percorrere ulteriori distanze nello spazio, ad esempio verso Marte?

“Certamente: l’umanità lo sogna già da secoli.  E ci sono alcuni visionari, aziende e persino progetti che già oggi se ne stanno occupando, ma sono molto sporadici ed elitari.

E ad essere sinceri, stiamo ancora cercando di capire bene ciò che la conquista della Luna ci ha portato.

Penso che per il momento la colonizzazione di altri pianeti e i viaggi a lungo termine nello spazio rimarranno  un’utopia. E anche se ci si arrivasse non rappresenterebbero comunque una soluzione per tutti gli abitanti della Terra, ma al massimo per pochi”.

 

Che ne pensi del teletrasporto e della propulsione a curvatura? Un giorno saranno possibili?

Onestamente, da un punto di vista tecnico, non ho idea di come potrebbero funzionare. Quindi al momento rappresentano delle pure utopie

E soffermarvisi non aiuta a chiarire i dubbi. Dovremmo invece valutare realisticamente quale potrebbe essere il prossimo passo avanti.

Anche in questo momento stanno accadendo molte cose in numerosi ambiti: I costruttori di ascensori, ad esempio, stanno studiando come viaggiare in verticale, mentre le aziende di trasporto stanno valutando come aggiudicarsi i collegamenti per il primo e l’ultimo miglio”.

 

Grazie Marianne per questo sguardo in prospettiva!

Quale tipo di propulsione / mezzo di trasporto del futuro ti piacerebbe utilizzare più di tutti e perché? Raccontacelo scrivendolo nei commenti!