3 Feb 2017
Big Picture

Ecco le automobili senza conducente

Non solo Google, ci sono anche diverse case automobilistiche che stanno lavorando oggi nello sviluppo dell’auto a guida autonoma. A che punto sono arrivate?

Certamente KITT, la mitica Supercar di Michael Knight, è ancora lontana, ma i progressi nel settore sono molto incoraggianti. A partire dal 2020 sarà possibile vedere sempre più prove su strada di vetture autonome o semi-autonome.

Come accennato in un precedente articolo, anche il CEO di car2go Europa, Thomas Beermann, si è espresso in favore dei veicoli a guida autonoma, prevedendo una prossima introduzione di questa tipologia di vetture anche  nelle flotte di carsharing.

Come si misura il livello di autonomia di un’auto? Ecco un piccolo approfondimento:

I sei livelli di guida autonoma

Quando si parla di self-driving car è bene distinguere tra vetture dotate di sistemi completamente autonomi e altre che invece richiedono la presenza a bordo di un pilota. Rientrano infine in alcune categorie anche auto “normali” dotate di particolari dispositivi di sicurezza e assistenza:

  • Livello 0 – Nessuna tecnologia. Tutte le auto prodotte in passato che richiedono un intervento umano in ogni aspetto.

 

  • Livello 1 – Veicoli che integrano sistemi di bordo dedicati all’assistenza alla guida. Cruise Control o ABS per esempio.

 

  • Livello 2 – Auto che si preoccupano di intervenire autonomamente in caso di pericolo: dispositivi che regolano la distanza di sicurezza per esempio (radar anticollisione).

 

  • Livello 3 – Pilota a bordo, ma in alcune situazioni può staccare le mani dal volante (di solito con poco traffico o in autostrada).

 

  • Livello 4 – Pilota sempre a bordo, ma le auto si muovono autonomamente in ogni contesto, anche urbano o in presenza di traffico intenso.

 

  • Livello 5 – Queste auto non potranno essere guidate dall’uomo. Non avranno volante né pedali, sarà l’ultimo gradino evolutivo.

Tecnologia

Le soluzioni sensor-based, intervengono laddove l’errore umano è più probabile (velocità molto basse e velocità molto alte, vale a dire nel traffico urbano e sui lunghi tratti autostradali) e lo prevengono basandosi sui dati ricavati dall’esterno tramite videocamere, radar e altri strumenti. Questi sistemi, integrandosi con quelli connectivity-based (comunicazione in tempo reale fra veicolo e veicolo, V2V o C2C, e fra veicolo e infrastruttura, V2I o C2X) rivoluzioneranno positivamente la sicurezza e la mobilità stradale nelle nostre città.

Punti critici

Quali sono gli impedimenti di facile immaginazione allo sviluppo delle vetture a guida autonoma? Diversi, in primis:

Fiducia del consumatore. Queste tecnologie dovranno dimostrarsi perfette per riuscire a stravolgere totalmente la mentalità dei guidatori.

Produzione di massa. Riusciranno le case automobilistiche a cambiare repentinamente i propri cicli di produzione e ad accontentare tutti?

Assicurazione e sviluppo di una normativa specifica. Cosa succederà al codice stradale e alla responsabilità del conducente (se il conducente non c’è più…)? Chi vivrà, vedrà!

 

E voi cosa ne pensate delle auto a guida autonoma? Siete ottimisti su una loro futura introduzione?