28 Nov 2016
Big Picture

La Sharing Mobility in Italia

Quali sono i numeri, gli sviluppi e le potenzialità della sharing mobility in Italia? Abbiamo assistito alla prima conferenza nazionale su questo tema.

L’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, nato da un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha organizzato una conferenza a Roma, in Campidoglio, in cui è stato fatto il punto sullo stato della mobilità condivisa in Italia, mettendo in risalto le best practices e le storie di successo. Ecco una sintesi:

Cos’è la sharing mobility

Sono stati presentati i principali servizi di condivisione presenti in Italia: bike sharing, carsharing (a stazioni fisse e a flusso libero), scootersharing, carpooling, servizi a domanda (on-demand ride services), parksharing.  Eccovi alcuni dati significativi:

Bike sharing

L’Italia con più di 200 comuni ed altri enti territoriali in cui è attivo il servizio e 13.770 bici condivise, è il paese europeo in cui la diffusione, in termini di numero di servizi attivi, è più alta.

Carsharing

Circa 700.000 iscritti, 5.764 veicoli e 29 città interessate. Solo nel 2015 in Italia sono stati fatti complessivamente circa 6,5 milioni e mezzo di noleggi con una percorrenza complessiva di 50 milioni di veicolo km.

La Sharing mobility è una forma di mobilità sostenibile?

La mobilità condivisa fa bene all’ ambiente e al traffico. Lo dicono i numeri: uno studio dell’Università di Berkeley ci dice che una vettura di carsharing toglie dalla strada 11 auto private, non solo: chi utilizza le diverse forme di sharing è più disposto all’utilizzo dei mezzi pubblici e a muoversi a piedi ed è meno propenso a possedere un mezzo privato, con ovvie conseguenze positive sulla salute e l’ambiente.

Inoltre si afferma sempre di più negli utenti una cultura della mobilità integrata, ovvero l’utilizzo di più sistemi di trasporto integrati tra loro, attraverso piattaforme mobili che riducono i costi dei trasporti.

In questo senso l’ausilio della tecnologia è determinante al fine di orientare la scelta verso la combinazione migliore. Sempre più persone oggi, al momento di muoversi prendono il proprio smartphone al posto delle chiavi della macchina:

chiave smartphone blog

 

Non a caso esistono oggi anche decine di aggregatori, dette anche Multimodal Journey Planner, che assistono gli utenti nella ricerca del percorso migliore, in funzione di diversi parametri (tipo di mezzo, velocità, impatto ambientale, etc…)

Il caso Milano

Milano è la città italiana più avanzata sul fronte della mobilità condivisa in Italia. L’ Osservatorio ha studiato da vicino il caso Milano : quasi 7 intervistati su 10 (67,5%) possiedono un’automobile (presente nel 75,6% delle famiglie) ma quasi il 30% dei milanesi non ne ha nessuna: percentuale che sale al 37,5% tra chi abita da solo. Un approfondimento su Milano qui.

Una roadmap normativa

L’Osservatorio ha infine elaborato una roadmap condivisa, delineando alcuni temi prioritari quali: la necessità di nuovi investimenti pubblici nel settore, la definizione di nuove forme di assicurazione ed una pianificazione urbana che consideri la sharing mobility come alleato del trasporto pubblico, l’avvio di agevolazioni fiscali per utilizzatori e operatori della sharing mobility.

E voi quale pensiate sia il futuro della sharing mobility in Italia? Per leggere tutto il rapporto dell’Osservatorio, scaricatelo qui