11 Lug 2016
Big Picture

La Sharing Economy piu’ creativa? E’ made in Italy

L’argomento Sharing Economy è sulla bocca di tutti, soprattutto in Italia, già da anni.

Il concetto sottostante e l’espressione “consumo collaborativo” risalgono in realtà a molto tempo addietro. Questi termini sono stati utilizzati per la prima volta da Marcus Felson e Joe. L. Spaeth nell’articolo “Community Structure and Collaborative Consumption: A routine activity approach” uscito sull’American Behavioral Scientist già nel 1978. Una visione sicuramente illuminata per i tempi, che prevede un’organizzazione socio-economica basata non più sul possesso ma sull’accesso, sulla condivisione piuttosto che sull’acquisto di beni e servizi.

Nel nostro Paese gli esempi illustri di attività commerciali che si basano su questi princìpi sono giunti anni fa dagli Stati Uniti. I primi settori a trarre un beneficio economico da queste dinamiche sono stati quelli della mobilità e dei viaggi. Complice la crisi economica, le startup dedicate in Italia hanno preso sempre più piede, tanto che già alla fine del primo trimestre del 2014 si contavano ben 250 piattaforme “sharing” online, spesso supportate da app dedicate per smartphone. Quanti oggetti e servizi è possibile avere in tasca oggi? Probabilmente molti più di quanto pensiamo…

Mattina presto: suonano alla porta e mi consegnano la cassa di arance fresche provenienti dal frutteto che coltivo online a distanza grazie a Biorfarm, la piattaforma che aiuta l’agricoltura.

Mi faccio una bella spremuta e sono pronto per andare al lavoro. Lancio l’app car2go dallo smartphone, trovo l’auto più vicina, la prenoto e mi metto alla guida ascoltando la mia radio preferita. Lascio l’auto sotto l’ufficio, senza problemi di parcheggio e senza preoccupazioni.

Mi chiama mia moglie: si è rotto un armadietto della cucina e servirebbe un trapano, ma in casa non lo abbiamo. No problem: vado su Locloc, il sito di condivisione di oggetti di uso comune online, geolocalizzo il trapano più vicino e lo faccio consegnare direttamente a casa.

La sera gioco a calcetto tramite Fubles, il portale online che permette di organizzare eventi sportivi mettendo in contatto tra loro atleti di una determinata città o zona.

La giornata è risolta, domani è sabato e posso pensare a come impiegare il tempo libero. Posso trovare nuovi libri da leggere e scambiarli online con SuperFred o dedicarmi ai vicini di casa, fornendo servizi e lavori semplici che mi piace fare tramite Tabbid, oppure posso organizzare in casa uno spettacolo teatrale con gli amici di Teatroxcasa. Altre idee? Basta fare una rapida ricerca su Google. Probabilmente una startup dedicata sta nascendo.